Alessandro Mannelli (Pistoia, 1952), dopo la Laurea in Architettura (Firenze, 1977), cerca di imparare e rubare il mestiere, girovagando in tutta l’Europa.
Le grandi capitali dell’Architettura europea con le loro sperimentazioni urbane ed il sapore della riscoperta di origini, tradizioni e materiali sono i due poli su cui maturano i primi esercizi fatti di piccole architetture. Si lavora molto, in quegli anni, al recupero di una nuova coscienza intorno a ciò che l’uomo ha dimenticato nel fare architettura e/o irrimediabilmente perduto.
Negli anni ’80 fonda lo Studio di Architettura le cui attività spaziano dalla progettazione di interventi sul tessuto storico a quelle di nuova edificazione di complessi abitativi, commerciali e destinati all’accoglienza (residences), dalla progettazione di grafica ed immagine coordinata per aziende allo studio di elementi di arredo e architettura di interni, dal landscape alla realizzazione di master-plan per le municipalità di città estere; a questo punto i confini si allargano ed i luoghi dove sperimentare si dilatano, arrivano in varie città italiane , e poi si chiamano Vienna, Ginevra, Praga, Turchia ( Istanbul, Izmir), Turkmenistan …………. ma, tra un viaggio e l’altro, vive e lavora in Italia.
Filosofia dell’approccio progettuale
Prendendo in prestito da Italo Calvino (Lezioni Americane) alcuni “valori o qualità o specificità” della Letteratura che sono trasferibili all’Architettura (e all’Arte), si riporta la storia che pone termine alla seconda lezione, a proposito della Rapidità, falso mito del nostro vivere:
…”Tra le molte virtù di Chuang-Tzu c’era l’abilità nel disegno. Il re gli chiese il disegno d’un granchio. Chuang-Tzu disse che aveva bisogno di cinque anni di tempo e d’una villa con dodici servitori. Dopo cinque anni il disegno non era ancora cominciato. “Ho bisogno di altri cinque anni” disse Chuang-Tzu. Il re glieli accordò. Allo scadere dei dieci anni, Chuang-Tzu prese il pennello e in un istante, con un solo gesto, disegnò un granchio, il più perfetto granchio che si fosse mai visto.”
studio : via Bruceto, 43/g Massa e Cozzile
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